Il “senso” di ogni cavallo

Il cavallo ha gli organi di senso simili a quelli dell’uomo, il più sviluppato però è quello dell’olfatto.

Inoltre possiamo dire che il cavallo utilizza molto i sensi per poter comunicare sia con i suoi simili e sia con noi uomini.

Per poterli conoscere meglio, oggi vogliamo analizzarli uno ad uno.

UDITO

Esso è molto sviluppato poiché gli permette di percepire cosa gli sta accadendo attorno; inoltre le orecchie gli danno il senso dell’equilibrio: essi si muovono in continuazione per poter cercare di recepire ogni tipo di suono. Esse riescono a muoversi l’una indipendentemente dall’altra permettendo a cavallo di concentrarsi contemporaneamente su due sorgenti di suono differenti.

Con le orecchie, esprime anche i suoi stati d’animo che ci permettono di camire cosa l’animale vuole comunicarci:

  • orecchie in avanti: capo alzato, interesse per ciò che lo circonda ma anche stato di allerta;
  • orecchie perpendicolari: tranquillità, curiosità e attenzione;
  • orecchie all’indietro: labbra tirate indicano ira e forte disagio;
  • orecchie in avanti con muso alzato: cerca di capire, scruta e valuta;
  • orecchie rilassate, aperte , vuol dire che è tranquillo e non presenta timore;
  • orecchie tirate indietro: paura e disagio.

VISTA

Il cavallo ha occhi molto grandi di circa 5cm per 6,5 cm. La loro posizione laterale gli permette di avere una vista panoramica fata a 360°.  Anteriormente, invece, l’animale, in un arco di circa 70° davanti a sè, usa una vista binoculare che gli permette di riconoscere la profondità degli spazi e di mettere più dettagli a fuoco. I suoi occhi, vedono molto bene e a lunga distanza di notte.

OLFATTO

Nei cavalli l’olfatto e il gusto sono collegati neurologicamente ed essi entrano in contatto con gli oggetti annusandoli.

Se ci avviciniamo a un cavallo, possiamo notare che uno dei sui primi movimenti è di portare in avanti il muso per odorarci, è cosi capisce se gli stiamo portando cibo, se siamo suoi amici e se riesce a stabilir un  rapporto con noi.

GUSTO

Questo senso è uguale a quello nostro: essi sono in grado di riconoscere l’amaro, il dolce, il salato e l’acido. Anche essi possono avere preferenze nei cibi, inoltre essi hanno le papille gustative poste su tutta la regione della lingua ed anche all’interno della bocca. Tramite il gusto, gli equini riescono a regolarsi circa le sostanze da ingerire o no, evitando, ad esempio quelle nocive e dosando il ricorso a sostanze importanti come il sodio, contenuto nel sale. Il cavallo ha necessità, infatti, di integrare la sua dieta con il sale.

TATTO

La superficie cutanea del tatto ha 3 tipologie di recettori ognuno dei quali svolge un proprio compito:

  1. fanno percepire all’animale il caldo o il freddo (TERMORECETTORI)
  2. permettono di recepire i segnali derivanti da vibrazioni, da pressioni o dal semplice tocco (MECCANOCETTORI)
  3. registrare stimoli nocivi e dolorosi (NOCICETTORI)

Le parti più sensibili negli equini sono il muso, il collo, le spalle, il garrese, la parte inferiore dei fianchi e la pelle sopra gli zoccoli.

Il tatto ha anche un’importanza sociale: il primo contatto di un cavallo con il mondo avviene attraverso la sensazione della lingua della mamma che lo lecca in modo da rimuovere i residui della placenta, creando un legame indissolubile tra madre e neonata. Da adulto, invece il tatto diventa importante in diversi frangenti di reazione con gli altri elementi del branco.

 

 

Socializza