Il Calesse

Tutti quanti sappiamo cos’è un calesse ma forse pochi conoscono le sue origini.

La sua storia risale fin dalle popolazioni preistoriche. In seguito la civiltà romana utilizzò carri a trazione animale.

L’uso si estese fino al medioevo.

Il calesse, era il mezzo preferito da chi voleva percorrere velocemente i lunghi tratti che collegavano i fondi agricoli ,alle città.

Varianti del calesse sono: la “CALESSA” e il “CALESSINO”.

La “Calessa”, tipica del sud Italia ,e consiste in un robusto calesse di generose dimensioni, usato per il trasporto di passeggeri .

Il turismo, oggi, ne fa un buon uso.

Il “Calessino” invece è un piccolo calesse, particolarmente leggero, adatto ad essere trainato da animali di piccola taglia, oppure concepito per raggiungere alte velocità, in questo caso generalmente assumendo la denominazione di “Padovanella”.

Quest’ultima è priva di coperture fisse o retraibili e di spazio posteriore per i bagagli.

Il suo nome ha origine dalla città di Padova, dove si svolgevano molte gare per tutto il XVIII secolo. Poi si sono diffuse in tutta Italia.

Altro mezzo derivante è il “Lando”: tipo di carrozza a quattro ruote e doppia copertura retraibile.

Generalmente, davanti alla carrozza,trainato da 2 o 4 cavalli vi è la seduta del cocchiere. La parte destinata a ospitare i passeggeri aveva sedili a panchetta con disposizione “vis à vis”.

Ma come si fa a unire il cavallo alla carrozza per il traino?

Si usa il finimento,elemento indispensabile poichè dirige la marcia dell’attacco, per bilanciare la vettura a due ruote e farla avanzare, farlo retrocedere o trattenerlo in discesa o in abbrivio.

Ogni condottiero deve saper attaccare in modo efficacie il proprio cavallo e per farlo utilizza i finimenti.

Il finimento può essere di diverso tipo:

  • a pettorale:
    tipico delle zone pianeggianti. E’ costruito sobriamente e si può usare con cavalli di diversa grandezza.
    Si tratta di una fascia che cinge il petto sostenuta da una correggia detta “sopracollo”, ad esso sono collegate le tirelle che trainano la carrozza.
  • a collana: Di derivazione anglosassone preferito negli attacchi d’eleganza, ma adatto ad ogni genere di vettura, anche alla più sportiva. La collana, appoggiando su parti dove non esistono articolazioni né giunture ossee mobili, facilita la trazione senza compromettere l’ossatura del cavallo.

A collana sono anche i finimenti di gala, riservati alle carrozze di gala.

  • à la daumont: Tipo di finimento di gala che prevede le collane e le selle per i “jockey” nella loro caratteristica divisa, che montano al trotto all’inglese i cavalli di sinistra.
  • per feste e ricorrenze: nelle festività e ricorrenze religiose i cavalli vengono bardati con finimenti speciali estremamente ricercati e vistosi, per esempio pennacchi, sonagli, ricami
  • per attacchi da lavoro: questo finimento permette al cavallo di compiere sforzi momentanei di trazione di grande entità, che però sono necessari solo al primo distacco del carro. 
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