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Guida ai prodotti per equitazione

Come scegliere il cap equitazione

Il cap per chi pratica equitazione è fondamentale per la salvaguardia della propria salute e per la propria sicurezza, che in questo sport non è mai troppa.

Tutti i cap da equitazione devono essere in possesso delle norme e le certificazioni vigenti. Se il casco che state acquistando non è in possesso di tali caratteristiche, ve ne sconsigliamo l’acquisto in quanto queste sono garanzia di sicurezza e qualità e prova inoltre che i prodotti vengono testati e controllati, secondo le norme, prima di essere messi in distribuzione.

Le certificazioni che bisogna trovare nel cap che si sta acquistando sono le seguenti: C€  CE VG1 01.040 2014-12, nuova normativa europea obbligatoria dal 12-12-2014 riconosciuta appunto a livello europeo in sostituzione alla C€ EN 1384.

Il modello di cap su cui orientarsi deve essere adatto al tipo di disciplina che si andrà ad intraprendere, in ogni caso però deve essere comodo e confortevole.

Il principale compito del casco è quello di proteggere il capo in caso di urto. I materiali con cui essi sono realizzati sono molteplici ed oltre a garantire una differenza nella resistenza, si distinguono anche nella leggerezza nell’indossarli.

In caso di caduta il consiglio di ogni azienda produttrice è quello di cambiare il cap nonostante non abbia riportato danni in quanto la struttura interna sicuramente può aver subito delle lesioni che in caso di ulteriore incidente non sempre è in grado di garantire una totale protezione.

GUIDA A TAGLIE E MODELLO:

I cap generalmente sono di due tipi: a misura fissa o a circonferenza regolabile. La misura fissa comprende una calotta ad unica misura che comprende dalla taglia numero 50 alla 61, i caschi a circonferenza regolabile invece sono dotati di una rotellina dietro la nuca che permette di stringere o allargare la calotta di 3-4 misure, solitamente si distinguono in queste misure: XS 50-52  S 53-55  M 56-56 L 60-61.

Per i bambini sono consigliati quelli con la regolazione della circonferenza in quanto possono essere usati per più tempo.

I materiali ed i modelli che si trovano in commercio sono molteplici, ci sono quelli con rivestimenti in tessuto o microfibra semplici ed economici o materiali più complessi e tecnologici come il carbonio che vengono arricchiti con materiali di pregio come pelle e swarovsky per cavalieri ed amazzoni più esigenti.

Troviamo inoltre cap diversi per ogni disciplina: chi pratica salto ostacoli o dressage si orienterà sicuramente su modelli più classici, chi invece pratica endurance o trekking preferirà sicuramente modelli più leggeri in quanto vengono indossati per più ore.

TRUCCHI PER UNA BUONA RIUSCITA: si consiglia di portare il cap sempre in una custodia, pulirlo ogni volta che viene utilizzato in base al materiale con cui è rivestito, solitamente lo si pulisce aiutandosi con un panno umido senza l’uso di detergenti.

Come scegliere i guanti equitazione

I guanti assicurano una protezione al cavaliere dal freddo o dal caldo intenso. Sono dotati inoltre di rinforzi in più punti della mano per aiutare a mantenere una migliore tenuta delle redini o della lunghina. Vanno scelti in base alle esigenze del cavaliere, quindi, chi pratica agonismo sceglierà un guanto all’avanguardia con i materiali come ad esempio il poliuretano o la pelle che donano una maggiore sensibilità, resistenza e durata. I cavalieri meno esigenti o che passano meno ore in sella sceglieranno guanti in cotone o lycra che avranno un costo minore ma che comunque donano una discreta aderenza e sensibilità alla presa delle redini.

Come scegliere i pantaloni equitazione

Per chi pratica equitazione, il pantalone è indispensabile ed è uno dei primi oggetti ad essere acquistato. In commercio ne esistono diversi tra materiali, fantasie, colori e marchi.

Devono essere provvisti di rinforzi all’interno del ginocchio per ridurre gli attriti.

Nelle gare di salto ostacoli o dressage il pantalone va indossato rigorosamente bianco in quanto imposto dal regolamento.

L’importante è che abbia un elasticità tale da consentire la massima libertà nei movimenti.

Il cavaliere o l’amazzone che pratica discipline come il cross country o l’endurance, sceglierà un pantalone realizzato con tessuti tecnici antipioggia e antivento ed in grado di mantenere costante la temperatura corporea in quanto spesso si è costretti a gareggiare in condizioni climatiche difficili.

Come scegliere le calzature equitazione

Lo stivale rappresenta per il cavaliere un accessorio indispensabile che va scelto con estrema cura, sia dal punto di vista tecnico che estetico. Lo stivale ideale deve essere aderente al polpaccio ed avere un’altezza che non superi la piegatura del ginocchio per evitare che si formino delle fiaccature sulla pelle quando si sta in sella. Il tacco è molto importante perché impedisce al piede di rimanere “staffati”.

Lo stivale alto impedisce che gli staffili pizzichino la pelle e soprattutto, fasciando il polpaccio, consentono una maggiore stabilità alla gamba quando si è in sella.

In commercio si possono trovare stivali di pelle o in gomma. Un’alternativa allo stivale alto è lo stivaletto al quale solitamente viene abbinata una ghetta che consente una maggiore protezione del polpaccio. Queste ultime vanno scelte aderenti per impedire che scivolino dalla gamba. Le ghette ci sono in diversi materiali: alcantara, similpelle e pelle pieno fiore.

GUIDA ALLE MISURE:

Sia per stivali che per ghette bisogna prendere la misura della circonferenza della parte più larga del polpaccio con un centimetro da sarto, stando seduti con il piede ben fermo a terra.

Prendere poi la misura dell’altezza della gamba partendo dalla piegatura del ginocchio fino al tallone stando a piedi scalzi.

Esistono poi stivali cuciti su misura per particolari esigenze di misure e personalizzazioni.

TRUCCHI PER UNA BUONA RIUSCITA DEGLI STIVALI:

Tenere sempre gli stivali ben puliti con l’ausilio di sapone per cuoio ed un grasso specifici. Inoltre, cosa molto importante, assicurarsi che la cerniera sia sempre libera da residui di sporco e sabbia ogni volta che si finisce di montare.

Come scegliere l'abbigliamento da concorso equitazione

L’equitazione è lo sport per eccellenza, dove particolare attenzione viene posta alla cura dell’abbigliamento. Nelle competizioni, i canoni del vestiario vengono imposti dal regolamento ufficiale dettato dalla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri).

La divisa del club di appartenenza può essere indossata solo se regolarmente approvata e registrata dal comitato regionale di appartenenza, così come quello degli sponsor. Le divise consentite nel regolamento comprendono: giacche di colore rosso, nero, grigio, blu o altri colori contemplati in base alle varie discipline, cap, pantaloni bianchi o avorio e camicia per le donne con colletto alla coreana. Gli uomini devono indossare la cravatta mentre per le donne, nel dressage, va indossato il plastron con una spilletta ed una retina per raccogliere i capelli.

Gli stivali devono essere preferibilmente alti, nel caso consentito possono essere indossati stivaletti con ghette ma solo se in pelle e non scamosciati.

Per il periodo che va dal 1° Maggio al 30 Settembre viene consentito di indossare una tenuta estiva composta da polo bianca a manica corta senza cravatta per i cavalieri e camicia o maglia con collo alla coreana per le amazzoni. In alternativa può essere indossata una polo del club di appartenenza  o dello sponsor solo se, come accennato precedentemente, è stato approvato dalla federazione.

Si consiglia di rispettare a pieno le norme per l’abbigliamento in quanto se la tenuta dovesse risultare non in regola, si potrebbe ricevere una penalità già prima di entrare in campo gara.

CURIOSITA':

Negli anni precedenti le giacche che si potevano indossare erano solo di due colori: rossa e nera.

La giacca nera doveva essere indossata nel caso in cui il cavaliere non era proprietario del cavallo con cui svolgeva il percorso di gara, al contrario doveva indossare la giacca rossa il cavaliere che svolgeva il percorso in sella al cavallo di suo possesso.

Dopo alcuni anni fu introdotta la divisa di colore blu per soddisfare il gusto delle amazzoni che preferirono fare di questo colore la loro divisa.

Come scegliere il gilet di protezione equitazione

Il gilet di protezione protegge la schiena, la colonna vertebrale e la cassa toracica in caso di caduta.

Nella disciplina del cross country è obbligatorio e deve essere rigido e fornito di imbottitura. Si trovano in commercio anche tipi di ultima generazione dotati di air-bag o realizzati in termoschiuma, questi ultimi prendono la forma della colonna modellandosi alla schiena e offrendo una protezione dalla nuca al coccige. La cosa fondamentale,di cui accertarsi al momento dell’acquisto è che ogni giubbotto sia conforme alla normativa europea EN13158 classe 2.

Si raccomanda inoltre di acquistare un gilet che non sia né troppo grande, né troppo piccolo in quanto non sarebbero in grado di garantire il massimo della protezione.

GUIDA ALLE TAGLIE:

ADULTO: XS 50 cm - S 54 cm - M 58 cm - L 61 cm - XL 64 cm  (lunghezza dalla nuca al coccige)

BAMBINO: M 42 cm - L 46  cm

Guida alla scelta della coperta giusta per il cavallo

La coperta va scelta in base alle temperature ambientali ed allo stile di vita del cavallo.

 Il primo parametro da seguire è la misura: il sistema usato è pressoché universale.

Vengono presi come punti di riferimento due zone del corpo del cavallo e sono il garrese e la coda; quindi bisogna misurare in centimetri la lunghezza tra loro,più precisamente tra garrese ed attaccatura della coda.

Un altro sistema, meno usato, ma comunque diffuso è quello di prendere la misura tra il petto e la coda, in particolare dalla punta della spalla e l’estremità esterna del garretto.

La taglia è molto importante, in quanto, una coperta troppo piccola rischia di strapparsi o fare ferite in alcune parti del corpo, una troppo grande potrebbe girarsi fuori asse; anche la regolazione delle cinghie che si incrociano sotto la pancia non è da

sottovalutare: non bisogna né stringerle troppo né tenerle troppo lente in quanto potrebbero risultare pericolose.

Stessa cosa per le cinghie laterali delle cosce che dovranno essere regolate in modo da impedire che la coperta si giri da un lato.

 Il passo successivo è scegliere una coperta che sia adatta sia al clima che allo stile di vita del vostro cavallo.

Il cavallo nel box ha bisogno di una coperta di minimo 350 gr in quanto i movimenti sono limitati e quindi non può scaldarsi autonomamente. Se il cavallo è tosato, anziano o malato la coperta deve essere più pesante per accompagnare il nostro amico durante l’intero inverno.

Il cavallo al paddock ha bisogno di una coperta che sia innanzitutto impermeabile per far in modo che rimanga asciutto in caso di pioggia ed umidità. In nostro consiglio, in questo caso è prendere una coperta che sia anche  antistrappo e traspirante.

 Curiosità ed accortezze:

  • Se non tosate il vostro cavallo iniziate ad utilizzare la coperta già quando l’escursione termica diventa più evidente, magari mettendone una di cotone o canapa, solo di notte.Questo vi aiuterà a non far allungare eccessivamente il pelo.
  • Quando scegliete la coperta da paddock fate attenzione che abbia il copricoda, perché solitamente i cavalli espongono la schiena alla pioggia ed alle correnti d’aria, quindi eviterete di farlo raffreddare.
  • Se il cavallo trema o ha il manto freddo pur indossando la coperta vuol dire che ha la necessità di indossarne una più pesante.
  • Mantenete sempre ben pulita la vostra coperta perché incrostazioni e sporco all’interno potrebbero produrre escoriazioni o ferite.

Come scegliere l'imboccatura giusta per il cavallo

 Il fattore più importante per la scelta dell’imboccatura è la dimensione: troppo piccola potrebbe dar fastidio alla bocca, al contrario, un’imboccatura troppo grande può danneggiare l’apparato del cavallo.

 La parte centrale dell’imboccatura, il cannone è fondamentale: più grande è, più leggera sarà l’azione che ne consegue, mentre un cannone più piccolo agirà in maniera più decisa.

 Ora resta da capire se scegliere il morso o il filetto.

 Il morso agisce principalmente su lingua e mascella è serve a dare un’azione più severa.

 Il filetto invece svolge un’azione più dolce e preme sulle commessure labiali.

 

Imboccature: le tipologie dei filetti

 Filetti a D

 Così chiamato per la sua forma a D che permette all’imboccatura una stabilità maggiore. Favorisce la salivazione e la masticazione. Generalmente è realizzato in rame o in acciaio.

 Filetti ad anelli

 Rappresenta l’imboccatura più semplice a due anelli. Per evitare che gli anelli girino all’interno del cannone è consigliabile usare delle apposite rondelle di plastica. Estremamente leggero, è adatto a molti tipi di cavalli.

 Filetti ad aste

 Ideale per cavalli nella prima fase di addestramento in quanto ne facilita l’insegnamento. La presenza delle aste assicura un ancoraggio maggiore alla bocca del cavallo e ne impedisce la fuoriuscita.

 Filetti ad oliva

 A differenza del filetto ad anelli mobili, il filetto ad oliva evita di pizzicare grazie alla presenza delle olive stesse. Disponibili in rame e acciaio.

 Imboccature Happy Mouth

 Questa tipologia di filetto, al sapore di mela, è adatto al cavallo che ha la bocca delicata. Realizzata in gomma, facilità notevolmente la salivazione e la masticazione.

 Filetti Pessoa

 Questo filetto consente di unire le redini a uno dei tre anelli di cui è composto per avere un effetto più o meno forte.

 Imboccature: le tipologie dei morsi

 Morso Pelham

 Si tratta di un’imboccatura severa, ma non per questo dolorosa per il cavallo. Va utilizzata da cavalieri molto esperti appunto per non causare danni al nostro amico.

 Morso Hackmore

 Tra tutti è forse il morso che consigliamo di usare solo se si è veramente esperti. Questo perché, a differenza degli altri morsi, l’Hackmore non agisce sulla bocca, ma sul naso, una parte sensibilissima del nostro cavallo.

 Morso americano

 Questa tipologia di morso è usato principalmente nella monta western che necessita di azioni severe per impartire gli ordini al cavallo.